Al SaloneSatellite cioè in quella parte del Salone del Mobile dove sono raccolti i lavori inediti dei giovani designer under 35, espongono circa 700 creativi su 600 mq di superficie, anche la gamba più veloce e riflessi pronti non consentono di vedere e valutare tutto con calma; è un susseguirsi di idee che colpiscono i nostri sensi e quando riusciamo a mettere a fuoco dove ci troviamo, siamo solo all’inizio del lungo percorso tra i vari espositori.

Nel Satellite salta subito all’occhio la propensione di giovani designer a offrire i loro prodotti in un kit da assemblare come la tendenza IKEA; nel kit-fai-da-te del Biscaro 32 anni di Treviso c’è uno sgabello di legno facilissimo da montare, ma il suo progetto più divertente è la sedia Witchcraft (manufatto stregone), fatta di saggina, lo schienale formato da due scope rappresenta il tentativo di riportare in uso un materiale ormai scomparso. Materiali tecnologici, inusitati, di poco prezzo ma con grandi prestazioni vengono riutilizzati per creare prodotti assolutamente funzionali: una giovane creativa serba realizza poetici paralumi con vestiti vecchi, le corde del bungee jumping idea della giovane americana Jessica Carnevale, la saggina delle scope creano sedili e schienali inediti del trevigiano Giorgio Biscaro, le zip aprono e chiudono il passaggio della luce nelle lampade dei belgi Maxime Delvaux, Donovan Dubus, Herve Ladune e Renaud van Hellemont, la rete per campo sportivo all’uncinetto di Silvia Knüppel a la “sedia vestita” Dressed chair della georgiana Nata Janberidze.

Ieri pieno di belle speranze, oggi con molte di quelle speranze ormai realizzate. È l’itinerario di tanti giovani che arrivano sconosciuti al Salone e in un paio d’anni si sono fatti fama, posizione e clientela. Ma soprattutto sono diventati una realtà produttiva. Un simbolo di questa traiettoria sono i designer francesi Matali Crasset, Franςois Azambourg, Ana Mir + Emili Padros e Bertjan Pot, presenti al Fuori Salone in via Tortona. A dimostrazione della loro produzione e del trend diffuso ” l’abat jour cioè fatto come una volta”, cucito a mano, sto parlando della lampada Fold Up di Bertjan Potnelle varianti a terra, da tavolo e da soffitto. Elegante, ispira fragilità ma allo stesso tempo è un perfetto esempio di design friendly.

Un’altra tendenza del SaloneSatellite è l’attenzione al design “child design”, che vede un momento di esplosione di nuovi prodotti: la riedizione di Vitra dell’elefantino degli Eames è andata a ruba, le ragazze di Singapore Studio Juju lavorano su forme giocose per creare giocose seggiole e sgabelli, in perfetto stile per bambino.

Morphing e la mutazione sono le parole chiave per Fehling & Peiz , ultimo loro lavoro “Still Lives” è una panca con cuscino ispirato al suino”, mentre Hockerbank è una serie di sedute “siamese”, sedili in legno modellati insieme.

Come ogni feticista vi dirà, siamo in grado di provare sentimenti per gli oggetti di design, come per i nostri animali domestici. Questa sembra essere l’ispirazione per il designer giapponese Masakazu Hori, che trasforma oggetti di uso quotidiano in simpatici animaletti.

Il cubo polare di Jovana Bogdanovi di zucchero a forma di orso serve a ricordarci della scomparsa costante dell’animale. “Ogni prodotto ha una storia”, ha detto CH. “Altrimenti non è necessario disporre di nuovi prodotti”.

Vi presento i migliori lavori in mostra al SaloneSatellite, raccolti in una galleria fotografica.

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