Il 30 dicembre 2009 è stato firmato dal ministro Sandro Bondi, il decreto che ridetermina i compensi per la riproduzione fono-video su supporti vergini e apparecchi funzionali alla registrazione.

Una tassa, perché il decreto del ministro dei Beni culturali causerà un aumento del prezzo dei prodotti finali che andrà a ricadere su di noi consumatori, dato che le aziende nella maggioranza dei casi scaricheranno sui consumatori il compenso di copia privata.

La tassa verrà applicata in generale a tutti i supporti di memorizzazione, i player audio e video ed anche i computer.
Gli aumenti non saranno cospicui ma andranno a colpire tutti prodotti tecnologici provvisti di supporti di memorizzazione quindi la stra grande maggioranza, per esempio sono inclusi i computer, i video-registratori le fotocamere etc. Di seguito troverete un elenco dei prodotti interessati:

  • supporti audio analogici: 23 centesimi per ogni ora di registrazione musicale;
  • supporti audio digitali (CD, DVD, ecc): 22 centesimi per ogni ora di registrazione musicale;
  • CD-R: 15 centesimi ogni 700 Mb di capacità dati e 0.22 per ogni ora di registrazione audio;
  • supporto video analogico: 0.29 centesimi per ogni ora di registrazione;
  • supporto video digitale: 0.29 centesimi per ogni ora di registrazione;
  • DVD riscrivibili: 41 centesimi ogni 4,1 GB
  • masterizzatori: +5% sul prezzo di vendita;
  • memorie (MicroSD e removibili): 0,03€ per le memorie sotto i 5GB, 0,05€ per quelle dai 5GB in su;
  • chiavette USB: 0,10€ a GB entro i 4GB, 0,09€ oltre i 4GB;
  • memorie HD esterni: 0,02€ a GB entro i 400GB, 0,01 oltre i 400GB;
  • cellulari e Smartphone: fino a 0,90€ a dispositivo.

Per confermare questo generale aumento dei prezzi, basta leggere i prezzi di Apple:

  • iPod Shuffle passa da 55 a 61€;
  • iPod Nano da 139 a 143€;
  • iPod Classic rincara di ben 18€;
  • iPod Touch da 189 a 194€;
  • Macbook da 899 a 902€;
  • iMac da 1099 a 1102€;
  • Macbook Pro da 2299 a 2302€.

La Siae dal proprio sito fa sapere che non si tratta di una tassa ma di un compenso per copia privata, accolta dai consensi da parte degli aventi diritto: autori, interpreti, produttori e da tutta la filiera dell’industria dei contenuti.

Inoltre la Siae precisa “l’automatismo sull’aumento dei prezzi non esiste. Saranno i produttori di tecnologia digitale, le aziende telefoniche che potranno decidere se scaricarla sui consumatori finali o meno, a seconda delle dinamiche di mercato. In alcuni Paesi, per esempio alcuni produttori non hanno aumentato i prezzi, pur in presenza di aumenti tariffari del diritto di copia privata”.

A questo punto vi chiederete perché noi consumatori onesti dovremmo pagare il compenso anche a coloro che non utilizzano supporti e apparecchi per copiare opere protette? Perché la Siae ci fa sapere che il sistema non consente di risalire ad ogni utilizzo delle opere protette dal diritto d’autore. Non è possibile stabilire quante e quali opere verranno copiate su un singolo cd vergine o riprodotte su un qualsiasi apparecchio di registrazione.

Sempre dal sito della Siae leggo che le tariffe italiane non sono affatto alte, in rapporto agli altri Paesi europei in cui vige il compenso per copia privata. In Germania Il compenso per Pc con masterizzatore integrato sarà di 13,65 euro e per i Pc senza masterizzatore di 12,15 euro, più IVA. In Italia, il decreto ministeriale ha fissato le tariffe per computer con masterizzatore integrato in 2,40 euro e per computer senza masterizzatore in 1,90 euro. In Francia i compensi dal 2008 sono il 50% più alti di quelli stabiliti dal decreto italiano e in Spagna, ad esempio sul cellulare, il compenso è di 1,10 euro, in Croazia è di 1,37 euro. Il compenso stabilito dal decreto in Italia è 0,90.

Se notate aumenti sui prodotti interessati, scrivetemi pure.